2 luglio 2020 – Primo allenamento “ufficiale”

La torre di Montaldo Roero al tramonto. Sullo sfondo, il Rocciamelone.

Per questo strano bisogno di dare un contorno alle cose, avevo deciso che ieri sera sarebbe stato l’inizio ufficiale della preparazione atletica – che parolone! – per l’Avventura XL. Il 2 luglio 2020. Mi rendo conto, non è una data che abbia molto senso: l’1 luglio, sì, avrebbe avuto più senso. Si comincia da 1, mica da 2, di solito.

Tuttavia “la vita ordinaria, di tutti i giorni, voi sapete bene com’è: irta sempre di piccoli ostacoli, innumerevoli e spesso insormontabili, ed assillata da continui bisogni materiali e premuta da cure spesso meschine e regolata da mediocri doveri” (L. Pirandello, Novelle per un anno). Così, il primo giorno di luglio è stato dedicato ad un mediocre dovere: chiudere definitivamente, dopo quasi nove mesi, la pratica assicurativa per il rimborso del danno alla mia auto, sinistrata in parcheggio grazie all’aggraziata manovra di un camionista bulgaro con la sua bisarca. Che limortacci gli giungano fino in Bulgaria. Se non altro, ho potuto sbrigare l’incombenza in bici ed anche lì ho macinato una cinquantina di km, ma come primo allenamento ufficiale non mi pareva consono alla solennità dell’impresa.

Dunque, il primo allenamento ufficiale è stato quello di ieri sera. La faccenda non sembrava tra l’altro presentarsi sotto i migliori auspici: dopo una giornata di sole pieno, trascorsa in ufficio, poco dopo le 18, mentre distribuivo le tante ciotole di pappa ai tanti cani, in cielo hanno cominciato ad affollarsi foschi nuvoloni da temporale. La radio di Madre ha preso a gracchiare pietosamente per le scariche elettriche, i cani più timorosi e dall’udito più fino a nascondersi in casa, sotto il tavolo o il divano, negli angoli. Madre ha sentenziato “La prendi di sicuro”. Ed infatti, mentre saltavo al volo nei pantaloncini da bici, ho sentito i primi colpi di tuono e, in risposta, i botti dei cannoni anti grandine, che abbondano in queste terre di frutteti e vigneti.

Ostinatamente, ho inforcato la MTB e son partita lo stesso verso le 19, con l’intenzione di rimanere nei paraggi di casa, dove le salite non mancano. Tuttavia, convinta che di lì a poco si sarebbe scatenato il fortunale, non ho mangiucchiato nulla prima di partire e non mi son portata nulla da mangiare. Ne sono usciti 50 km spaccati e poco meno di 1.300 m di dislivello senza pioggia, tra i morsi della fame: non si può certo dire che io sia un motore a basso consumo, anzi. Si dice che, in questo modo, si costringa il corpo a “bruciare i grassi” per andare avanti: sarà, ma all’appello i miei grassi rispondono prontamente tutti, questa mattina. Mi sono molto affezionati, non mi abbandonerebbero mai. Infatti me li sono portati su e giù per le salite di Santo Stefano Roero e Monteu Roero, con qualche breve variazione sul tema verso San Grato e Sant’Anna di Monteu, verso San Michele di Santo Stefano. Pieno di santi, da queste parti,decisamente troppi per un’infedele come me.

50 km e 1.300 m sono rispettivamente meno del 5% e circa il 2% del dislivello e della distanza complessivi del percorso dell’Avventura XL. Dico “circa” perché non mi sono ancora armata di cartine e calcolatrice e GPS per misurarlo con precisione. A breve lo farò. E’ poco? Eh, lo so che è poco. Purtroppo, benché io da tempo sia alla ricerca di un anziano scapolo e molto facoltoso con cui convolare a giuste nozze in regime di comunione dei beni, al momento non ho ancora trovato nulla. E con l’avanzare delle rughe ed il precipitare delle carni molli per effetto della forza di gravità, credo che le probabilità di trovarlo si riducano di giorno in giorno. In conclusione, per ora mi tocca lavorà pe campà. Altrimenti sarei in bici a tempo pieno e farei pure straordinari!

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Giancarla Agostini

Dottore Commercialista per hobby, di mestiere vagabonda in bici o con le scarpe da tutto, asfalto, sentiero, quel che capita. Amo la fatica e la montagna, vado piano ma vado lontano. E poi torno sempre... Perché devo scrivere!