Avventura XL 2021 – Il progetto

A grande, grandissima richiesta, direi a furor di popolo (ho ricevuto ben due messaggi di persone vagamente incuriosite, mica pizza e fichi), direi che è giunto il momento di svelare il combattivo progetto sportivo per la prossima estate. O meglio: mi piacerebbe molto che fosse un progetto. Se lo fosse, io verrei qui a fare un bell’annuncio roboante, rullo di tamburi, con sottofondo di “We are the champions” a tutto volume, pancia in dentro e petto… Beh, no, niente petto, qui non c’è speranza, tabula rasa.

Al momento, posso proporvi solo un tracciato su una carta, abbinato aduna vaga idea del modo in cui intendo percorrerlo. Il tracciato misura poco meno di 2.300 km per circa 55.000 m di dislivello in salita, migliaio più, migliaio meno, a quel punto non fa più molta differenza. Si parte da Vaduz e si viaggia su e giù per le Alpi:prima in Austria, poi in Italia (Trentino Alto Adige e Veneto),quindi in Svizzera ed infine in Francia, per arrivare a Roquebrune. Detta così, sembra persino semplice, vero?

Perché questo percorso? Si tratta del percorso di una manifestazione ciclistica competitiva che ha avuto luogo per tre edizioni, nel 2003, 2004 e 2005. Si chiamava “XXAlps Extreme” ed il suo inventore era (è tuttora, ci siamo scritti via FB quindi credo sia vivo, vegeto e spero in ottima salute) un campione di sci, Andreas Wenzel. Questa prova prevedeva appunto di coprire in bici l’intero percorso, con assistenza obbligatoria al seguito, in un tempo massimo di sette giorni. Roba da pazzi, ma in effetti un buon numero di pazzi ce l’ha fatta.

Nel 2004, accanto alla versione “Extreme”, si è tenuta anche la “XXAlps Nationals”, prova sullo stesso percorso, ma a tappe, suddivisa in dieci giorni. Quella a cui ho partecipato io.

Ecco: ora la gara Extreme non esiste più e, del resto, per il vincolo di tempo massimo che vi si imponeva, io non avrei mai nemmeno potuto pensare di prendervi parte. Quel che vorrei fare la prossima estate è ripropormela per conto mio, sui miei personali pedali, in una forma il più possibile vicina a quella no stop dell’originale XXAlps Extreme, ma concedendomi un limite di tempo meno disumano: dieci, undici giorni, più o meno.

Per ora, tutto ciò che ho fatto è stato tracciare il percorso su Openrunner. Ecco qua la rotta, divisa per necessità di spazio.

Passi del tratto austriaco: Furkajoch, Faschina, Raggal, Bielerohe, Arlberg, Flexen, Hantennjoch, Obsteig, Kuthai, Timmelsjoch 

Il tratto austriaco
Altimetria del tratto austriaco

Passi del tratto italiano: Giovo, Sella, Pordoi, Campolongo, Falzarego, Fedaia, Karer, Stelvio, Gavia, Aprica.

La prima parte del tratto italiano
Altimetria della prima parte del tratto italiano
La seconda parte del tratto italiano
Altimetria della seconda parte del tratto italiano

Passi del tratto svizzero: Bernina, Julier, San Bernardino, Lucomagno, Oberalp, Gottardo, Novena, Grimsel, Saanenmoser, Pillon, Col de la Croix, Col de la Forclaz.

Il tratto svizzero
Altimetria del tratto svizzero

Passi del tratto francese: Montet, Colombiere, Aravis, Saisies, Roselend, Iseran, Galibier, Izoard, Vars, Bonette, St Martin, Turini, Peille.

Altimetria del tratto francese

Ecco. Per scriverlo, l’ho scritto. Il meno è fatto. Quindi: so dove voglio andare, ma non so ancora come. Cioè sì, in bici. Ma come? Certo, se avessi un mese di tempo, mi comprerei un bel carrello portabagagli, viaggerei a tappe e non mi porrei il problema. Ma non ho un mese di tempo e non ho nemmeno l’idea del viaggio. Vorrei, davvero, impiegare il minor tempo possibile che mi sarà concesso dal corpaccione e dalla resistenza al sonno. Cosa di fatto impossibile senza una squadra di assistenza al seguito. E qui lo scoglio che più mi spaventa, ben più della fatica: organizzare tutto. Mi terrorizza. Sono negata. Ad onta del mio mestiere, detesto pianificare, prevedere imprevisti e contromosse, stilare tabelle. Sarà l’impresa nell’impresa. Ma se ne parlerà nella prossima puntata.

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Giancarla Agostini

Dottore Commercialista per hobby, di mestiere vagabonda in bici o con le scarpe da tutto, asfalto, sentiero, quel che capita. Amo la fatica e la montagna, vado piano ma vado lontano. E poi torno sempre... Perché devo scrivere!