Dal biomeccanico… Pure io!

Ebbene sì, è proprio vero… Mai dire mai! Fino ad un paio di settimane fa, l’idea non mi avrebbe nemmeno sfiorata; invece, alle tre di ieri pomeriggio, eccomi che parcheggio la potente (e scalcinata) Opel nel piazzale di fronte al negozio Bortolami di Castano Primo. Cavoli che spettacolo… Io non capisco una beneamata fava di bici, componenti, marche,è già tanto se ho imparato a togliere e mettere le ruote, ed a cambiare copertoncini, camera d’aria e pattini dei freni, insomma, lo stretto necessario per sopravvivere; però, che meraviglia, quelle vetrine!

Entro con un po’ di timore, per via del mio cronico disagio quando mi trovo in posti nuovi e con persone che non ho mai visto: che meraviglia! Aveva ragione Emanuele, lì dentro c’è proprio di tutto; non c’è bisogno di portarsi da leggere per ingannare l’attesa. Bici bellissime, accessori, abbigliamento, e poi il mio settore preferito, lo scaffale delle bombe!
E’ proprio con Emanuele che ho appuntamento. Decisione tanto improvvisa quanto, probabilmente, saggia. Infatti, trattandosi di idea sensata, devo precisare che non è nata da me, ma dal consiglio di Pietro: s’è preso talmente a cuore le mie matte idee del Raid Provence Extreme, della RATA, della Super Rando, che mi ha perseguitata senza scampo per un bel po’, fino a farmi capitolare. Dovrebbe fare il promotore finanziario, il venditore di pentole a domicilio, o magari il politico, per la capacità persuasiva che ha! E’ riuscito a scardinare uno dei miei più saldi pregiudizi, riassumibile in una domanda: “Ma se sulla mia bici son dieci anni che sto divinamente, perché diavolo dovrei cambiare?”. Beh, in effetti, se c’era un momento buono per farlo, è questo, visto che le mie ambizioni 2008 sono ancor più al di fuori della mia portata del solito.

Sono più agitata che alla partenza di una granfondo. Mi aspetto che su di me si abbatta qualche solenne cazziatone… Bici, tacchette, tutto per me è sempre stato regolato secondo le ferree regole del caso; il buon Emanuele si metterà le mani nei capelli! Invece, per fortuna, non è così… Ha una dose di pazienza da fare invidia; poveretto, si vede che è stravolto, dev’essere reduce da una settimana di tregenda, eppure si mette subito all’opera. Curioso, nessuno mi prendeva più le misure dai tempi lontanissimi in cui mia mamma mi faceva fare qualche abito dalla sarta!

Ma è biomeccanica o stregoneria? Come abbia fatto Emanuele ad azzeccare il fatto che di notte sono preda dei crampi sotto al piede, ed anche nei polpacci, e questo quasi ogni notte, è mistero. Poi via a pedalare, spostare sella tacchette manubrio e ancora pedalare, rispostare e pedalare, cavoli, è quasi divertente questa storia! Emanuele mi spiega la ragione di ogni cambiamento, con santa pazienza, guarda e riguarda la pedalata, prova e riprova, ogni volta va un po’ meglio, alla fine mi ritrovo con una posizione completamente diversa da prima, almeno, a sensazione.

Mentre mi rendo nuovamente presentabile agli occhi del mondo – che fatica, un’ora e passa di rulli! – la prima delle mie due bici va sotto i ferri. Un po’ timorosa, mi avvicino al locale delle riparazioni: spero di non dare troppo fastidio a chi ci sta lavorando, ma mi piace da matti vedere come Emanuele riporta le misure sulla mia bici. Metro, bolla, e chi le ha mai viste queste cose? Io mi son sempre regolata, o meglio, il mio meccanico si è sempre regolato secondo il criterio della spanna! La sella fila un po’ più in alto e tutta indietro, il più possibile, così come le tacchette, poco prima, sono andate tutte in avanti. Di tanto in tanto mi distraggo, mi guardo intorno, un po’ per sbirciare le altre bici “in cura”, tutte ovviamente molto più pregiate delle mie, e un po’ sorpresa dalla quantità di gente che affolla il negozio.
Emanuele, mosso a pietà dalla condizione disastrosa dei miei gioiellini – e dire che la sera prima li ho lavati nella vasca da bagno!!! – me li tira anche a lucido, che quasi non li riconosco più, che spettacolo! Poveretto, mi spiace vederlo così stanco e dargli anche tutte queste incombenze; oltre che molto preparato, è anche gentilissimo!

Bastano un paio di giri su e giù per il piazzale, per capire che son cambiate un sacco di cose – anche se i jeans a zampa d’elefante non sono l’indumento più pratico per questo genere di test. Torna tutto in auto: sono ansiosa di vedere come va!

L’indomani, cioè oggi, ecco una buona dose di salite, poco meno di tremila metri di dislivello in tutto, con qualche pendenza di rispetto, come gli strappi della bellissima Valcava. Forse un giorno solo è poco per giudicare: però, son cambiate un sacco di cose sulla mia bici e va tutto benissimo! Dolori, nulla – era un po’ il mio timore, del tutto infondato, il fatto di non adattarmi ai cambiamenti; scarpe comode con le tacchette ben sotto la punta del piede (io ci avevo provato, a metterle così, ma non ero stata in grado); un piccolo plantare nella scarpa destra; didietro molto meno “ballerino” di prima – forse adesso sono un po’ meno inguardabile in bici? – e, dulcis in fundo, la possibilità di star seduta bene sulla sella senza finire sempre mezza fuori perché non riesco ad allungar le gambe. Insomma, sono molto meno rattrappita.
Nei ponti del 25 aprile e del 1° maggio farò una vagonata di km, oltre a quelli che macinerò in settimana; avrò modo di provare e riprovare, ma sono certa che non ci saranno problemi, visto il giro di oggi che è stato comunque un test significativo, credo. Le differenze si son viste in meglio, per adesso.

E poi ho passato un bel sabato pomeriggio, curioso, molto istruttivo, anche perché Emanuele ha la pazienza di mettersi lì e spiegare tutto quel che fa. La tristezza nel vedere gente in bici, mentre io viaggiavo in auto verso Castano anziché in giro per salite, è andata via in fretta! Ne è valsa la pena!

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Giancarla Agostini

Dottore Commercialista per hobby, di mestiere vagabonda in bici o con le scarpe da tutto, asfalto, sentiero, quel che capita. Amo la fatica e la montagna, vado piano ma vado lontano. E poi torno sempre... Perché devo scrivere!