Un sogno per il 2009

…pernottamento fino a domenica in tende o tendoni allestiti di materassi e tappeti. Vitto fino a domenica presso tendone mensa con ricco buffet ad orario continuato“.
Mi ci vuole qualche secondo a riemergere dalle nebbie dell’inserto de Il Sole 24 Ore in cui mi sono immersa. Ma cosa diamine sta dicendo? Io l’ho già sentita, questa storia…

Alzo la testa con aria interrogativa. Mia mamma è qui a casa mia oggi pomeriggio; rifugio tranquillo per stare in compagnia, soprattutto del mio Skipper, e leggere in santa pace. Con mio grande stupore, la vedo immersa nella lettura di uno tra i mille volantini sparsi sul tavolone della cucina, quelli che raccatto nei pacchi gara delle varie corse a piedi ed in bici e prima o poi raccolgo con la pala e butto via: ma guarda… Non è andata a pescare proprio quello?

Mi sembra di tornare indietro di cinque anni. Anche allora, una sera di fine giugno o inizio luglio, non ricordo, ma era la sera precedente la Maratona delle Dolomiti, a La Villa, galeotto fu un volantino. Quello della XXAlps che avrei poi corso l’anno dopo: una delle più belle esperienze ciclistiche che abbia mai vissuto. E pure stavolta c’è di mezzo un volantino, quello che mia mamma sta passando ai raggi X in questo momento: che sia un buon auspicio? E’ già qualche giorno che gira nell’aria ‘sta storia del Marocco; io poi non ce la faccio a tenermele per me, le notizie; sarei una pessima spia: lascio troppe tracce! Non ci mette molto, lei, a collegare le due cose. Solo stamattina le ho chiesto se per andare in Marocco, che lei sapesse, ci voglia qualche vaccinazione particolare… E già lì ha mangiato la foglia!

Ore 16.00, briefing. Ore 4.00, appello concorrenti. Ore 4.30, partenza“.

Ormai s’è abituata anche lei. Segue le mie peripezie; conosce le consuetudini ed i ritmi di ogni manifestazione, a piedi o in bici che sia, più o meno come le conosco io. Continua a leggere, con tono inquisitorio, poi attacca con le domande:

Uhm… Devi fare attenzione ai cibi, all’acqua. Come stiamo ad assistenza medica? E a 4.000 m… Sei sicura che ce la fai?“.

Bon, è cosa fatta… D’ora in poi, a pendere dalle labbra, o meglio dalle pagine Internet, del sito web del Toubkal Trail 2009, saremo in due, da queste parti. La tranquillizzo, “Ci devo ancora pensare, non sono sicura, devo ancora chiarire un bel po’ di cose”… Ma, strano davvero, non mi pare che la mia ultima pensata la preoccupi particolarmente. Tanto meglio, son già io che mi preoccupo. E pensare che, fino ad una settimana fa, vivevo nella mia beata ignoranza. Poi Matteo, probabilmente senza pensarci, la butta lì: “Dev’essere bello quel trail in Marocco… Con passaggi a 4.000 m!!!”. Sul momento, la mia risposta è quasi automatica; “Bleah, in Marocco, neanche se mi pagano”. Non immagino ancora che probabilmente a pagare, per andarci, sarò proprio io. Infatti, lì per lì, butto la conversazione nel dimenticatoio. E ci resta due o tre giorni. Poi, un mattino, scavando nel mucchio di carte sul tavolo in cucina – beato disordine, non si perde mai nulla così! – mi capita in mano il pieghevole: “Toubkal Trail”. Errore fatale, lo apro… 125 km, 9000 m. Fatto, colpita al cuore. Son panata.

E mo’ son qui che ci penso, mancano undici mesi e quattro giorni, c’è tempo, ma tanto il chiodo è piantato. I dubbi sono tantissimi: il costo, non proprio irrisorio; la sicurezza da quelle parti; la possibilità di andar via per qualche giorno quando le vacanze ufficiali son finite da un po’. Le mie possibilità di farcela? No, di quello non mi preoccupo. Se avessi mai dovuto decidere un’avventura in base alle mie possibilità di successo, avrei passato i miei ventisette anni e più sdraiata sul divano. Per fortuna, mi manca il senso della misura! Ed anche l’autocritica! Diciamo che, se ci sarà qualche possibilità di provare, senza troppo rischio né troppa spesa… Non mi tirerò indietro! Per adesso, lavoro di fantasia; se continuo così, per il 2009 accumulerò più progetti di quanti siano i giorni disponibili per realizzarli!

Per gli interessati…

http://www.toubkaltrail.com

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Giancarla Agostini

Dottore Commercialista per hobby, di mestiere vagabonda in bici o con le scarpe da tutto, asfalto, sentiero, quel che capita. Amo la fatica e la montagna, vado piano ma vado lontano. E poi torno sempre... Perché devo scrivere!