XXAlps 2004 – I parte – Com’è nato il sogno

Torniamo un po’ indietro nel tempo, questa volta, per raccontare l’avventura che ha stravolto e reso ancor più straordinario il mio già bellissimo mondo su due ruote.

Correva l’anno 2003, la vigilia della Maratona dles Dolomites. Quella sera ero a spasso tra le case di Pedraces con Paolo, il mio ex moroso. Ci siamo avvicinati per guardare la cartina su un pannello di quelli usati per le informazioni turistiche; m’è caduto l’occhio su un piccolo plico di volantini appoggiati alla mensola, lì sotto. C’erano foto di bici: non ho potuto fare a meno di allungar la zampa, prenderne uno, aprirlo.

XXAlps. Nationals, Extreme. Tutto scritto in tedesco, non si capisce una fava. Però è evidente che dev’essere qualcosa di tosto, sul serio. Oltre 2000 km, 45.000 mt di dislivello… Si parla di tappe, si vede una linea colorata che percorre tutte le Alpi, dal Liechtenstein all’Austria, alle Dolomiti, alla Svizzera, alle Alpi francesi. Mi paralizzo su questo pezzo di carta di cui non riesco ad interpretare che poche parole, lo guardo e riguardo, quasi dovessi stamparmelo in mente. Poi, in un accesso di buonsenso, lo richiudo e lo rimetto dove l’ho preso.

Ma quel nome lì, XXAlps, si è già scavato la sua piccola nicchia nella mia memoria…

Il lunedì sera, a casa, mi precipito a cercare qualcosa di più su Internet. E lo trovo, eccome, se lo trovo! C’è un bel sito, www.xxalps.com. C’è anche la versione inglese. Musica per i miei occhi: quasi mi manca il fiato… E’ una corsa in due versioni, la XXAlps Nationals che prevede 10 tappe, dal Liechtenstein alla Costa Azzurra, e la XXAlps Extreme che percorre lo stesso identico tragitto, ma in versione no stop. Basta. Folgorazione. Calma Gian, respira lungo, piano, guarda che così ti viene un coccolone!!! Vuoi scendere dalle nuvole, si o no? Questa non è roba per te, forse non lo sarà mai, comunque, non adesso. E poi, per quest’anno, iscrizioni chiuse, morte, sepolte. Adiòs.

Quell’estate, passano le le altre GF, le vacanze, le innumerevoli salite nel Cuneese e in Francia. Ed infine arriva l’autunno: un po’ di quiete per le gambe, ma via libera alla fantasia. La XXAlps torna prepotentemente a farsi strada tra i miei pensieri. Anzi, direi piuttosto, tra le mie ossessioni. Son fatta così… Se mi metto in testa una cosa, non c’è niente da fare, prima o poi la devo realizzare, altrimenti è proprio una sofferenza, è un tormento! E poi, sono dell’idea che le occasioni, quando capitano, vadano colte, sempre. Magari poi faccio fiasco, ma almeno non resto con il rimorso di non aver provato!

Punterò ovviamente alla versione Nationals. Certo, la Extreme sarebbe una corsa eccezionale, ma non è pensabile, per me, che non ho esperienza di nulla che possa anche solo avvicinarsi a quel modo di andare in bici. Per ora. E poi, la Extreme ha un costo esagerato, richiede equipaggiamento e squadra al seguito, insomma, non è una cosa che si possa improvvisare. Richiede la capacità di stare in bici giorni e giorni di fila, soprattutto… Dài Gian, hai ventidue anni, ne avrai, di tempo, per provare cose del genere. Ma la Nationals no, quella non me la faccio sfuggire. Posso farla da sola: quindi, dov’è il problema? Si va!

Ma siamo solo a settembre, mancano undici mesi all’evento. Mi stampo il profilo di ogni singola tappa ed appendo ciascun foglio all’armadio della camera, fino a tappezzarne una buona parte. E poi guardo e riguardo questo capolavoro e cerco di immaginare cosa ne sarà di me quando avrò sotto le ruote i km che per ora vedo sui fogli, tanti numeretti.
Le tappe si aggirano tutte sui 200 km; la più lunga è 240, la più breve 170 o giù di lì, con fior di salite in mezzo. Ed è questo che mi preoccupa di più: sarò in grado di reggere dieci giorni così? Con un solo giorno di pausa in mezzo? In pratica, avrò appena il tempo di dormire un poco, tra una tappa e l’altra, visto che sono tutt’altro che un fulmine. E il giorno dopo, come sarò? Ancora in grado di star su una bici? Mah… Certo che, come progetto, è davvero ambizioso. Si tratterà di vivere undici giorni, nella seconda metà di agosto, in bici.

La XX diventa il mio chiodo fisso. In realtà non so bene cosa fare, come prepararla. Semplicemente perché non ho la minima idea di cosa mi attenda sul serio. Conosco molti dei passi che percorrerò nella gara: il Rombo, il Giovo, lo Stelvio, il Bernina, il San Bernardino, e poi l’Iseran, il Galibier, la Bonette e tanti altri… Però, non posso immaginare cosa voglia dire percorrerli a tre, quattro, cinque per tappa, giorno dopo giorno, senza possibilità di riposare e recuperare. Sono del tutto impreparata. E così imbecille che non mi viene nemmeno in mente di fare qualche ricerca, contattare qualcuno che abbia esperienza di corse del genere, chiedere consiglio. No, vado allo sbaraglio. Tutto quel che faccio, tra l’autunno del 2003 ed il fatidico agosto 2004, è pedalare, pedalare, nient’altro che pedalare, collezionando salite una dietro l’altra, uscite dure in giorni consecutivi, e in mezzo le granfondo. Sempre con il sogno, o l’incubo, negli occhi. Agosto 2004 è già dietro l’angolo…

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Giancarla Agostini

Dottore Commercialista per hobby, di mestiere vagabonda in bici o con le scarpe da tutto, asfalto, sentiero, quel che capita. Amo la fatica e la montagna, vado piano ma vado lontano. E poi torno sempre... Perché devo scrivere!